lunedì 21 ottobre 2019

“Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella. Recensione di Tiziana Viganò


attraverso la narrazione si sente nella testa e nel cuore la voce di Samia e il suo anelito alla libertà: un esempio di vera letteratura trasmessa al lettore con il linguaggio della semplicità coniugata con una grande intensità di emozioni e di contenuti forti, potenti.



Recensione di Tiziana Viganò


Un libro emozionante: la storia di Samia Yusuf Omar, atleta olimpica somala, è struggente e malinconica, perché il finale è già conosciuto, ma è anche ricca di spunti di riflessione sulla condizione di vita nei paesi del mondo in guerra, quelli da cui un’onda di migranti che l’energia della speranza e del sogno di una vita diversa spinge o sbatte sulle rive della nostra Europa.

Il “Viaggio”, quello drammatico dall’Africa sub-sahariana alla Libia e all’Italia è un inferno, irto di difficoltà e sofferenze che noi possiamo solo immaginare – se abbiamo l’empatia di metterci nelle scarpe e nella pelle di quei disperati. Coloro che hanno il coraggio di intraprenderlo non ne hanno consapevolezza né conoscono i dettagli. C’è un alone misterioso su quel viaggio, anche chi l’ha fatto tace per non terrorizzare chi vuole partire e soprattutto per non rievocare quei momenti tremendi: mesi, anni di attesa, ricatti, lotte, violenza, stupro, dolore, sofferenza fisica e morale. E infine, per troppi, la morte per annegamento in quel cimitero che è diventato oggi il meraviglioso mar Mediterraneo.


Samia Yusuf Omar, atleta olimpica nata nel 1991, è la protagonista coraggiosa e ammirevole, esempio di slancio vitale e di capacità di combattere per realizzare i propri sogni: dà un meraviglioso esempio di resilienza alle difficoltà, forte dell’obiettivo di raggiungere la sua meta, vincere alle Olimpiadi di Londra del 2012.

sabato 19 ottobre 2019

Presentazioni d'autunno per "Viaggi di nuvole e terra"


GALLARATE – giovedì 17 ottobre - università il Melo, via Magenta 32 ore 15,15

PARABIAGO –mercoledì 6 novembre - Università UATE, via Brisa 1 - presenta Patrizia Guerini Rocco  – ore 15/17

PARABIAGO –  per BookcityMilano – sabato 16 novembre – presso la Biblioteca civica -  presenta Daniela Marrari – ore 15/17

PIOLTELLO - sabato 23 novembre -  Presentazione dell'Antologia  di Natale (edizioni Neos) Biblioteca civica - ore 17


lunedì 7 ottobre 2019

“Il mistero della vetreria” di Margareth Armstrong. Recensione di Tiziana Viganò


«Era un po’ come quella filastrocca che diceva: “E venne il gatto che si mangiò il topo, che al mercato eccetera eccetera”. Se il tempo non si fosse messo al bello, non sarei andata a far visita a Charlotte Blair; non sarei stata là con gli occhi sgranati quando le cose stavano accadendo; non sarei stata costretta ad assumere il ruolo della testimone inerme, una parte pericolosa quando le pallottole ti passano accanto. E poiché non avrei saputo niente del caso, tranne ciò che avrei letto nei quotidiani, non sarei stata della minima utilità alle persone coinvolte. Ma ci andai. Vidi ciò che nessun altro vide.»

Siamo nel 1939 o giù di lì. Una simpatica donna sulla cinquantina, Harriet Trumbull, abituata al brillante mondo newyorkese, va a trovare un’amica che soffre di “paturnie” nella campagna del Connecticut pensando di annoiarsi, ma si ritrova in un giallo intricato.
Tutto ruota attorno a una splendida vetrata istoriata per la cattedrale, opera di un grande artista, Frederick Ullathorne, che nella vita è uomo malvagio, arrogante, insensibile. Nell’officina vengono ritrovati resti umani, ossa e cenere bruciati: chi può essere la vittima di questo atroce delitto? Sembra proprio Frederick...chi può averlo ucciso? Jake Murphy, un operaio che aveva buoni motivi per sabotare il lavoro? Leo l’avvenente figlio di Frederick, così poco apprezzato dal padre e suo rivale in amore? Una misteriosa signora bruna, forse italiana? Miss Trumbull dimostra subito uno spirito d’osservazione molto superiore a quella del detective Skinner.

sabato 28 settembre 2019

recensione di Riccardo Gavioso per "Viaggi di nuvole e terra" di Tiziana Viganò


Un libro ideale per chi sia stato contagiato dal virus del viaggiatore, che è “malattia benefica ma inguaribile, e peggiora con l’età, quando senti che non farai in tempo a conoscere tutto quello che desideri, vorresti dilatare il tempo e le energie o ti prende la frenesia di andare.” 

recensione di Riccardo Gavioso

“Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell'airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri”

Grandi viaggiatrici, le nuvole. Soprattutto viaggiatrici attente, le nuvole. Si fermano in un posto, lo scrutano dall’alto, a volte benevole a volte malevole, poi si fanno acqua e scendono a terra, a dilavare le apparenze e mettere a nudo la realtà.

I viaggi di Tiziana sono viaggi di nuvole e terra, preziosi viaggi di verità.
Viaggi che ci portano lontano: nel Sud Sudan scarnificato da un conflitto senza fine, “paese più giovane del mondo, con la guerra più vecchia”; negli apparenti paradisi della RepubblicaDominicana, gironi infernali per molti haitiani in fuga da miseria e terremoti, vite cariate dallo zucchero, schiavi senza catene deportati e imprigionati in baracche nascoste nell’interno dell’isola per non turbare il placido sonnecchiare dei resort di lusso. Ma l’occhio di Tiziana è smaliziato anche quando si posa vicino a noi: è in grado di regalarci scorci preziosi di una Grecia autentica, onusta di Storia, tra tronchi piegati e sofferenti di ulivi centenari, dove la natura distilla bellezza da profumi e miti millenari.

mercoledì 25 settembre 2019

Recensione di Roberto Busembai per "L'onda lunga del Titanic" di Tiziana Viganò

questa casa di Fiumelatte (con la sua spiaggetta)
ha ispirato Tiziana Viganò
per descrivere la casa di Adele Perlasca
nel romanzo
Recensione di Roberto Busembai sulla pagina Facebook del gruppo "Tra parole e immagini"

Sono proprio lieto di esprimere, anche in poche parole, la dolce sensazione che si ha nel leggere questo libro. Forse il titolo sembra portarti fuori, magari pensi a la solita e scontata storia del Titanic, e invece Tiziana Viganò ha usato un metodo e una storia che affascina e al tempo stesso fa pensare, insomma un libro da leggere e da conservare.

Leggere L'Onda lunga del Titanic è un fantasticare immenso tra vite di un bastimento e vite di semplicità terrena, si attraversano con il pensiero attimi uguali o simili del passato incastonati con il presente e tutto questo con uno sfondo primario che è un lago. Io penso che soltanto una genialità femminile, come quella dell'autrice Viganò, possa aver pensato di accomunare un evento grandioso come quello che tutti già conosciamo, del Titanic, ma di trasportarlo leggermente, non con il peso della nave stessa, sopra le menti e le storie di un passato più remoto e più vicino nel suo cuore e nel cuore di tanti. Una traversata d'immagini che certo non ti aspetti con una crociera, ma Tiziana ha giocato con i sentimenti, le passioni e gli amori con dolce, sottile e morbida maestria tale da far sentire i flutti che si infrangevano sulla nave, con la concezione di un presente ancora incerto al bordo di un bellissimo lago che è quello di Como.

venerdì 20 settembre 2019

“Mani impure” di Patrizia Durante . Recensione di Giancarlo Bosini


Come in un puzzle, il racconto e le indagini forniranno tutti i pezzi per ricostruire la verità, una verità dal volto estremamente crudele.

recensione di Giancarlo Bosini

Che dire di “Mani impure”? Che è un bel giallo? Che è scritto bene? Che la storia è avvincente? Che i personaggi sono ben definiti? Certo, tutte queste cose, ma “Mani impure” ha anche una caratteristica in più: l’impronta di un’autrice che mostra di avere una capacità narrativa che la fa distinguere nella folta schiera dei romanzieri di questo genere.
Il tema è quello del serial killer, già sviluppato in molti romanzi gialli, ma Patrizia Durante riesce, senza mai scadere nella banalizzazione dei fatti e dei personaggi, a condurre tutto con la giusta incisività. Con una grande attenzione per l’indagine, non si limita a narrare, riesce a farti sentire parte della storia, facendoti entrare in empatia con personaggi e situazioni.
Da subito ci si ritrova faccia a faccia con un delitto che per la sua estrema brutalità lascia sgomenta l’intera Torino; il primo di una serie.

venerdì 13 settembre 2019

“Passaggi in Grecia” di Claudia Berton. Recensione di Tiziana Viganò


Un libro prezioso, di grande eleganza e raffinata cultura, da assaporare lentamente. “Passaggi in Grecia” (2019, Oltre edizioni) è un viaggio nella cultura, nella terra e nella storia greca scritto con penna da innamorata, che ammalierà tutti coloro che sono stati colti dal mal di Grecia - di cui sono affetta anch’io, da ben quarant’anni -. È un’attrazione, di più, un vero amore, che fatalmente porta a tornare e ancora tornare, per tutta la vita, per esplorare e gustare tutti gli aspetti di quel meraviglioso paese.

In Grecia la Natura è simbolo di Bellezza e Armonia, che invadono l’anima, la sconvolgono. Contemplarla dà pace, perché solo la bellezza può sconfiggere la morte, così

“chi si imbeve di bellezza diventa immortale”.

L’unicità di un paesaggio che rasenta la perfezione con la sua essenzialità, perché niente è superfluo o invadente o stonato: una luce impareggiabile domina e riempie lo sguardo, le ombre lo riposano, odori e colori e sensazioni colpiscono il viaggiatore e non lo lasciano più. È il fascino di una vita informale e semplice, paesaggi agresti che conservano un’impronta antica, selvaggia. È la gente greca che attrae con la sua semplicità e la sua socievolezza, tipica di chi è abituato ad accogliere popoli di ogni stirpe; che affascina con la sua saggezza millenaria, il coraggio e l’orgoglio, lo spirito contemplativo, la capacità di adattarsi a ogni situazione, ma anche quella di ribellarsi a chi insidia la sua libertà.

lunedì 2 settembre 2019

Natura e filosofia in Grecia: un brano dalla seconda parte di "Viaggi di nuvole e terra" di Tiziana Viganò

un brano della parte dedicata alle isole di Skiatos e Skopelos (Grecia) nel libro di Tiziana Viganò 
"Viaggi di nuvole e terra: taccuini tra realtà e fantasia" 2018, Macchione editore

pagg 65-66


L’umidità è minima, il calore intenso, le resine e gli oli essenziali danno il meglio di sé, in certi momenti mi sembra di concentrarmi sul mio olfatto, di essere solo naso per cogliere tutte le sfumature di questo straordinario bouquet, ma è talmente variegato che non sono capace di distinguere le essenze.
Incredibile, una meraviglia continua per tutti i cinque sensi.
Non ricordo di aver mai provato sensazioni del genere, eppure le isole sono la mia passione e ne ho visitate tantissime dal Mediterraneo all’Atlantico.

Anche la vista può godersi il massimo della bellezza: girando per strade e stradine, con la agilissima Pandina affittata, in alcuni momenti vedo scorci ombreggiati, sembra di essere in Trentino, perché i pini alti trenta, quaranta metri hanno un impatto visivo prevalente, poi, facendo una curva si apre all’improvviso una baia a mezzaluna, bianchissima di sabbia e cobalto di mare, un’improvvisa luce accecante del sole…una scossa emotiva.

giovedì 29 agosto 2019

"L'onda lunga del Titanic" di Tiziana Viganò. Recensione di Maria Antonietta Macciocu


recensione di Maria Antonietta Macciocu

Quale filo unisce Mary Mullin, dolce e spaurita passeggera del Titanic e Clara, giovane donna del nostro tempo grintosa ed autonoma? Come può una storia del passato, anonima e drammatica, avere la forza di influenzare il presente?
Attraverso gli intramontabili scritti trovati nelle case abbandonate delle nonne morte, in questo caso i diari di Mary arrivati fortuitamente dalla nonna di Clara e conservati nel baule dei ricordi, che si rivelano spesso spaccati di vite personali e di Storia grande, Clara si avvicina, s’incanta e s’appropria della scelta di Mary, facendosene guidare nelle decisioni non sempre facili del cuore.
Accomuna le due donne un amore che non è solo capriccio o passione precaria, ma sentimento che investe i sensi e le emozioni in modo totale, mettendo in difficoltà la parte razionale e prudente.

domenica 25 agosto 2019

Rione Serra Venerdì di Mariolina Venezia. Recensione di Tiziana Viganò

già pubblicato su
http://www.milanonera.com/rione-serra-venerdi/
Per l'intervista di Cristina Aicardi e Tiziana Viganò a Mariolina Venezia vedere su

Un giallo frizzante e vivace, una narrazione veloce e originale che mischia italiano e dialetto con disinvoltura.
Vanessa Scalera, interprete di Imma Tataranni
nella fiction televisiva
L’ambiente, descritto puntualmente nella narrazione è quello di Matera. La parte antica, oggi tirata a lucido, formata da un insediamento millenario di grotte naturali, case ipogee, masserie, palazzi, chiese rupestri e no, arroccata sui Sassi, Barisano e Caveoso, è diventata sito dell’UNESCO e capitale della cultura del 2019; la parte in pianura negli anni Cinquanta ospitò gli sfollati delle grotte, considerati la vergogna d’Italia” per il modo di vivere trogloditico e promiscuo. 
Quando De Gasperi visitò Matera decise di evacuare i Sassi e far costruire i quartieri popolari come il Rione Serra Venerdì dove si consuma il delitto del libro.

sabato 24 agosto 2019

Incontro e intervista di Tiziana Viganò con Maurizio De Giovanni per il romanzo “Le parole di Sara”

per la recensione al libro "Le parole di Sara" si rimanda a

13 marzo 2019

T.- Questa nuova serie, diversa dalle precedenti – il commissario Ricciardi e i Bastardi di Pizzofalcone - racconta storie di donne: il tema femminile è al centro, così come il nuovo tema politico.

M.- Sara e Teresa, la co-protagonista, hanno condiviso tanti anni di lavoro e di esperienze, poi si sono separate. Oggi Teresa ha bisogno di aiuto, è in pericolo, così torna a chiedere all’amica di ieri l’appoggio che le serve. La lupa, la donna dura e determinata, capo dell’Unità dei Servizi Segreti, si è innamorata proprio quando la gioventù la sta abbandonando e come tale è debole, fragilissima...ma la sua pericolosità non va comunque sottovalutata. Rispetto al primo libro, “Sara al tramonto” (2018, Rizzoli), la donna invisibile non è più schiantata dal dolore, i ricordi si stemperano nella nostalgia e nella malinconia, la solitudine non è più disperata, vede finalmente una luce di speranza perché ha una nuova famiglia, un nipotino amatissimo che porta il nome del suo amato morto, ha Viola, la nuora che la stima, ha l’ispettore Pardo che le sta vicino.

T.- Sara è una donna che non mente mai: la sua incredibile abilità di leggere nel dettaglio il linguaggio non verbale e tutte le sfumature della comunicazione umana la condizionano anche nella vita di tutti i giorni

M.- Sara è una donna che ha sempre avuto il compito di smascherare la menzogna, così non mente neppure a se stessa o agli altri: non si trucca per sembrare diversa, si veste in modo modesto per non attrarre l’attenzione, non mette i tacchi per non sembrare più alta, non si tinge i capelli. È quello che è, e vuol essere invisibile. Quando si innamorò di Massimiliano lasciò la famiglia, per non mentire, e il figlio lasciò lei. Pagò un prezzo altissimo per la sua lealtà. Solo una volta Sara mentirà per salvare Teresa, perché capisce che solo fingendo potrà salvarla.

lunedì 12 agosto 2019

“Dialoghi del mare” di Gabriella Raimondi. Recensione di Tiziana Viganò


Quando si varca l’arco di ingresso al tempio dei sogni, lì, proprio lì, c’è il mare…
(Luis Sepulveda)

recensione di Tiziana Viganò

Un intercalare tra sogni, incubi e una storia che ha il sapore dolce dell’amore in un’estate mediterranea, ma anche quello salato e amaro del mare. Mare protagonista, sempre in primo piano, metafora dell’inconscio, ma anche della femminilità, custode di desideri, dolori, negazioni e rimosso, perdite, attaccamenti: la protagonista riceve nel sonno messaggi interiori che la portano a ricercare le sue radici, a svelare segreti di famiglia, anche quelli ben nascosti di un remoto passato.
Gabriella Raimondi con il suo “Dialoghi del mare” (Prospero editore, 2016) regala ai lettori un libro dove si respira amore in ogni sfaccettatura: non solo per un uomo, ma anche per la gente che incontra, per la propria Terra, con la luce, il colore, le tradizioni, il cibo e la Storia.

sabato 10 agosto 2019

Intervista di Tiziana Viganò a Joy Ellis, autrice di "Dieci piccoli indizi" e "Un cadavere nella palude"


già pubblicata su Milano Nera:

Il cadavere nella palude, (Newton Compton) è un libro che cattura il lettore e non lo molla fino all’ultima pagina, un poliziesco classico con problematiche attuali. Come nei migliori Gialli, Thriller e Noir, la narrazione non si limita all’intreccio, perché l’analisi della società e dei suoi problemi si accompagna all’approfondimento della vita e del carattere dei protagonisti e dei comprimari. Joy Ellis è una scrittrice di grande valore che ci auguriamo possa trovare il giusto apprezzamento anche in Italia- MilanoNera ha avuto l’opportunità da farsi raccontare un po’ della sua storia e dei suoi libri.

Ho letto d’un fiato “Il cadavere nella palude” e prima ancora di finirlo ho deciso che avrei comprato subito il libro precedente, “Dieci piccoli indizi”. Detto e fatto! Sono rimasta affascinata dai due protagonisti e dal modo in cui  penetri nella loro anima, condividendone emozioni e sofferenze. Mi parli di Nikki Galena e Joseph Easter?
La vita di Nikki è cambiata molto più di quella di Joseph. Lei era sulla via della distruzione; determinata a liberare la città dagli spacciatori di droga e non particolarmente preoccupata per come l’avrebbe fatto. Nessuno voleva lavorare con lei  e solo l’arrivo di Joseph è riuscito a riportarla sulla giusta strada e a farla ridiventare la poliziotta scrupolosa  che era una volta. Joseph finalmente ha trovato  la sua  direzione, una squadra che gli piace davvero e che vuole lavorare con lui.

L’ispirazione alla coppia protagonista ti è stata suggerita da qualche personaggio reale o è frutto della tua fantasia?
Entrambi i personaggi sono completamente inventati. Quando ho iniziato a scrivere Dieci piccoli indizi (Crime on the Fens ),il primo libro della serie,  Nikki Galena è semplicemente “arrivata” nella mia testa come personaggio completo. Non appena ho iniziato a scrivere di lei, sapevo esattamente il tipo di uomo che volevo come suo partner, e così  è nato Joseph.

L’argomento svolto nel secondo libro “Il cadavere nella palude” è inquietante e molto interessante. Dopo aver analizzato indizi e sbagliato diverse soluzioni Nikki e Joseph risolveranno il caso. Senza rivelare troppo, ovviamente, puoi raccontarci qualcosa di questa storia che cattura il lettore e gli impedisce di smettere la lettura?

Recensione di Carla Magnani per "Viaggi di nuvole e terra" di Tiziana Viganò

fotografia di Irene Vitrano
«Mi godo l’ignoto» scrive riguardo alle sue impressioni l’autrice e noi dobbiamo essergliene grati perché il godimento condiviso del non conosciuto, attraverso la sua scrittura, si è trasformato in conoscenza. (Carla Magnani)

Occorre fare un distinguo tra la figura del turista e quella del viaggiatore: la prima antepone lo svago e il riposo riconducendo il tutto a vacanza, a via di fuga dallo stress quotidiano, la seconda si immerge nei luoghi, nelle tradizioni, negli animi delle persone incontrate per confondersi con essi fino a sentirsene parte integrante.
       Tiziana Viganò, autrice di “Viaggi di nuvole e terra” che, solo a una valutazione superficiale, può essere ridotto a semplice taccuino di viaggi, appartiene senza alcun dubbio a questa ultima categoria. Non si accontenta di vedere con gli occhi, di memorizzare e ragionare con la mente, vuole che il cuore partecipi così da dare completezza alle emozioni. Tra tutti i Paesi da lei visitati nell’arco di una vita non a caso ha scelto di raccontarcene tre, così lontani tra loro eppure non dissimili: il Sud Sudan, la Repubblica Dominicana e la Grecia. 
Se la Bellezza della Natura contraddistingue i loro paesaggi, la durezza della vita dovuta a guerre, povertà, razzismo, schiavitù avvicina ancora di più l’Africa ai Tropici. Là il dolore è una presenza costante, insieme alla mitezza della gente e alla volontà di persone che ogni giorno lavorano con convinzione perché credono nel raggiungimento di miglioramenti possibili. Dopo aver descritto la realtà di quei luoghi, con una scrittura che rende anche noi partecipi di quel suo sentire, di quel vivere insieme e per quelle genti, l’autrice avverte la necessità di un rifugio nella bellezza millenaria della Grecia dove il fascino dei miti, della poesia e degli dei è stato preservato con cura dall’uomo.
       Il libro è corredato da  fotografie scattate dalla stessa Viganò che ben accompagnano il testo e un altro pregio di questa opera è la scelta di aver interposto degli anni tra il compimento dei viaggi e la narrazione che ne viene fatta. Tutto ciò ha permesso alla scrittrice di rivivere le emozioni di allora arricchite dal trascorrere del tempo, di confrontare realtà passate con quelle attuali, vederne i cambiamenti e riflettere su quanto è avvenuto e su quanto ancora dovrebbe avvenire.
       «Mi godo l’ignoto» scrive riguardo alle sue impressioni l’autrice e noi dobbiamo essergliene grati perché il godimento condiviso del non conosciuto, attraverso la sua scrittura, si è trasformato in conoscenza.

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“Il cadavere nella palude” di Joy Ellis. Recensione di Tiziana Viganò

Joy Ellis è una scoperta piacevolissima, uno di quegli scrittori che mi acchiappano così tanto da farmi diventare fan seriale, lettrice accanita di tutti i loro libri.

Recensione di Tiziana Viganò

Un mondo acquatico, quello delle Fenlans inglesi* con paesaggi umidi e nebbiosi, verdissimi, pieni di uccelli, con pochi cottage e fattorie disperse, lontane le une dalle altre, e un enorme cielo di sfondo all’infinito. Ispira pace, serenità, è un elogio alla solitudine, riflette e amplifica gli stati d’animo, la tristezza come la felicità.

Così la protagonista Nikki Galena, trentasei anni, poliziotta sensibile e acuta, tenace e coraggiosa nascosta sotto una corazza dura come l’acciaio, dopo la difficilissima e scioccante indagine del primo libro “Dieci piccoli indizi” sente il bisogno di staccarsi dalla città e dai suoi oscuri crimini per tornare alle sue radici, alla casa nella palude dove aveva trascorso l’infanzia. Un modo per evadere dalle atrocità che gli esseri umani sono capaci di commettere, e che avevano coinvolto donne giovani e bambini. La sua missione di ripulire la città di Greenborough dalle droghe, come una giustiziera, l’aveva portata non solo a rischiare la carriera e la vita, ma anche l’aveva amareggiata e portata a vedere la realtà tutta in negativo. Una vita difficile quella di Nikki, con una figlia in coma, vittima delle droghe, e un lavoro massacrante.