giovedì 6 giugno 2013

STRESS EMOZIONI MALATTIE: I fattori di stress, i principali eventi stressanti della vita, stress acuto e stress cronico - seconda parte

Di Tiziana Viganò

 I fattori di stress (stressor)



Possono essere stimoli che rappresentano una minaccia per la vita e per l’incolumità fisica dell’individuo e sono quelli più frequenti nel mondo animale oppure dove gli individui vivono condizioni in cui sicurezza e sopravvivenza sono centrali nella vita. Nell’uomo hanno forme più indirette, in genere; eventi o situazioni di perdita o separazione affettiva che sono tra i più potenti, dato che i rapporti di attaccamento sono così importanti nell’essere umano; diagnosi di malattie invalidanti o mortali, eventi e situazioni della vita riproduttiva, i rapporti sessuali, la gravidanza, il parto, la menopausa. A questo proposito alcuni studiosi hanno stilano “tabelle”, come si può vedere più avanti, che seppur in modo freddo,schematico e limitato elencano i principali stressor nella vita di un individuo.
E’anche interessante verificare “dove” si colloca l’evento stressante per dare inizio a interventi che migliorino sia la percezione del soggetto nei confronti dello stress che la sua reazione e la ricerca di nuove soluzioni per cambiare la sua vita: primo passo è il percorso di consapevolezza.





v  lo stressor è esterno e non può essere eliminato “fisicamente – per es. condizioni lavorative frustranti in cui la fuga o l’attacco non sono possibili, insoddisfazione per ritmi e tempi di lavoro, frustrazione nei confronti dell’attività lavorativa.


v  lo stressor è esterno e il soggetto non riesce a farlo emergere chiaramente – per esempio se c’è un rapporto frustrante con una figura significativa, superiore o collaboratore sul lavoro, oppure in famiglia:


v  lo stressor è interno e  può essere identificato e possibilmente eliminato solo con adeguata terapia – situazioni conflittuali e problemi di cui l’individuo è più o meno consapevole, ma che non sa come gestire o controllare.




I principali eventi stressanti della vita (scala di Holmes e Rahe)



Nonostante sia uno strumento standardizzato e quindi molto limitato per la rilevazione dello stress, la Scala di Valutazione degli stress e del riadattamento sociale di Holmes e Rahe (1967, facoltà di medicina, università di Washington) nonostante risalga a molti anni fa, permette di notare chiaramente come questi eventi, scelti perché capaci di produrre in misura variabile cambiamenti importanti nella vita,  richiedano uno sforzo pesante di adattamento creativo e di riadattamento psicosociale. Non si tiene conto della variabilità degli individui di fronte all’evento stressante,  né del fatto che ci sono eventi positivi – matrimonio, nuovo lavoro, promozione sul lavoro ecc – o negativi –morte, separazione, divorzio, licenziamento, perdite finanziarie ecc – che danno esiti ben diversi!
I numeri a destra determinano il punteggio dell’evento: durante lo studio si  è visto che il 51% delle persone con punteggi superiori a 300 in un anno si ammalavano, anche di gravi malattie, anche se il fattore significativo più dello stress è il modo come l’individuo lo affronta, e questo è ovviamente soggettivo.




SRE Schedule of recent experience” (T.H. Holmes e  R.Rahe, 1967)




  1. morte del coniuge  100
    2.   divorzio  73


3.   separazione dal coniuge 65


4.   imprigionamento 63


5.   morte di un parente stretto  63


6.   incidente o malattia 53


7.   matrimonio 50


8.   licenziamento 47


9.   riconciliazione matrimonio


10.    pensionamento 45


11.    variazione dello stato di salute di un familiare 44


12.    gravidanza 40


13.    problemi sessuali 39


14.    acquisizione di un nuovo membro familiare 39


15.    cambiamento negli affari 39


16.    cambiamento nello stato economico 38


17.    morte di un amico stretto 37


18.    cambiamento di attività lavorativa  36


19.    variazioni e contrasti con il coniuge 36


20.    ipoteca di entità rilevante 31


21.    ostacolo nel riscatto di un debito o di un ipoteca 30


22.    cambiamento di responsabilità nel lavoro 29


23.    allontanamento di un figlio da casa 29


24.    problemi con parenti acquisiti 29


25.    notevole successo personale 28


26.    inizio o fine del lavoro del coniuge 26


27.    inizio o fine della scuola 26


28.    cambiamento delle condizioni di vita 25


29.    mutamento nelle abitudini personali 24


30.    problemi col capo sul lavoro 23


31.    cambiamento negli orari e condizioni di lavoro 20


32.    cambiamento di residenza 20


33.    cambiamento di scuola 20


34.    cambiamento nelle attività del tempo libero 19


35.    cambiamento nelle attività sociali 18


36.    ipoteca o prestito di entità non rilevante 17


37.    cambiamento nelle abitudini del sonno 16


38.    cambiamento del numero delle riunioni familiari 15


39.    cambiamento nelle abitudini alimentari 15


40.    vacanza  13


41.    natale 12


42.    lievi violazioni della legge 11


P.Pancheri e M.Biondi studiosi della V Clinica Psichiatrica dell’Università di Roma  hanno messo a punto un’altra “Lista di Avvenimenti della Vita” per la valutazione dell’impatto sia oggettivo che soggettivo


  1.  perdite affettive, morte di persone care, separazione
  2. protratto sovraccarico di lavoro
  3. recente aumento delle responsabilità
  4. frustrazione e insoddisfazione nel lavoro
  5. conflittualità con colleghi e superiori
  6. perdite finanziarie
  7. conflitti familiari
  8. altri eventi percepiti come negativi e incontrollabili


La risposta di stress è, come si è già detto, caratterizzata da modificazioni dello stato biologico interno dell’organismo e da modificazioni del comportamento.


A livello psicobiologico prepara l’organismo alle maggiori richieste ambientali (per esempio un cambiamento della temperatura esterna) oppure a un’esigenza interna all’organismo stesso  (per esempio un’emorragia interna oppure la febbre): e quindi dispone il fisico all’azione attivando meccanismi biochimici


A livello psicocomportamentale attiva l’azione, il cervello modifica il suo stato funzionale, attivando l’attenzione e la memoria, il sistema neuromuscolare entra in funzione (reazioni di attacco e fuga).


In condizioni normali, soprattutto questo succede nell’animale e nel neonato, i due programmi si attivano simultaneamente e in modo coordinato fino a che lo stressor non sia eliminato. Nell’adulto invece questa simultaneità è rara, perché diversi fattori possono interferire:


v  i due programmi si attivano simultaneamente e lo stress si consuma nell’azione quando è possibile lo scarico dell’aggressività con un comportamento adatto a fronteggiare la frustrazione. Questa condizione in genere ha un basso rischio psicosomatico.


v  nessun programma è attivato, neppure davanti a uno stress intenso. La risposta di stress non si manifesta, mentre si attivano i meccanismi di difesa. Questa condizione se è ripetuta, è ad alto rischio per malattie soprattutto immunitarie


v  il programma psicocomportamentale è attivato in via preferenziale, con scarso filtro cognitivo nei confronti delle emozioni. Questo protegge da malattie psicosomatiche, ma favorisce la comparsa di disturbi psichiatrici .


v  viene attivato in via preferenziale il programma psicobiologico, mentre è inibita, bloccata o ipercontrollata l’espressione comportamentale, le emozioni, l’aggressività soprattutto. Questo favorisce le malattie cardiocircolatorie. Si attivano i meccanismi di difesa.



Lo studio del sistema nervoso autonomo in campo medico ora può essere fatto
analizzando le problematiche inerenti al sistema nervoso autonomo, sia dal punto di vista fisiopatologico che clinico  e terapeutico, con particolare attenzione ai legami con ipertensione arteriosa, coronaropatia ischemica, diabete, scompenso cardiaco, sindrome da fatica cronica e altre patologie funzionali.
Sono moltissimi infatti i soggetti di ogni età che in condizioni di stress lamentano una sintomatologia fisica, anche in assenza di malattie organiche: questi disturbi, funzionali e non organici si è visto che sono associati ad alterazioni del controllo neurovegetativo. Questa quindi la base di partenza per le indagini volte a chiarirne i meccanismi.


Uno studio fatto da un gruppo di ricercatori delle università di Milano e Urbino su un gruppo di studenti del corso di laurea in medicina nell’imminenza di un esame ha evidenziato uno squilibrio neurovegetativo con sintomi come palpitazioni, nodo alla gola, disturbi gastrici e intestinali e innalzamento della pressione sanguigna, dei livelli di cortisolo e delle citochine e attivazione del sistema nervoso simpatico


Lo stress non deriva solo dallo stimolo acuto, cioè l’esame che incombe,  ma anche dalla sollecitazione cronica nel periodo di studio intenso che lo precede.


Dato che su queste circostanze il soggetto ha un buon margine di controllo – infatti non è obbligato a sostenere la prova se non ha una preparazione adeguata – tutti i sintomi, anche se fastidiosi, non sono lesivi per la salute: sono effetti fisiologici, perché sono la normale reazione di un individuo a uno stress temporaneo.


 Il discorso cambia se lo stress diventa persistente, e quindi cronico: l’iperattività simpatica cronica è infatti un fattore di rischio cardiovascolare e può rappresentare un pericolo se si associa a una predisposizione genetica, a particolari caratteristiche biologiche o se si sovrappone ad altri fattori di rischio. In presenza di un terreno favorevole o di alterazioni preesistenti può favorire l’insorgenza di malattie cardiovascolari o gastroenteriche oppure peggiorarne il decorso.
I soggetti indagati dal trial appartengono a una popolazione giovane e sana e quindi i risultati non sono influenzati da malattie pregresse o intercorrenti. In 30 studenti di entrambi i sessi, non fumatori, sono stati effettuati, prima di un esame universitario, test psicologici, misurazioni dei livelli di cortisolo e citochine nella saliva, registrazione del tracciato elettrocardiografico, pressorio e respiratorio.
Risultati: circa 10mmHg in più nella pressione; aumento dell’attività simpatica del cuore anche a riposo; aumento del cortisolo e variazione nelle concentrazioni di alcune citochine, le interleuchine 1 e 2 e il fattore di necrosi tumorale, che denunciano interessamento del sistema endocrino e immunitario.
il test di controllo per confrontare i valori esaminati è stato effettuato in un periodo di vacanza, a distanza di tre mesi, con risultati negativi: tutte le alterazioni neurovegetative, ormonali e immunologiche erano scomparse, così come la sintomatologia soggettiva di cuore in gola,  nodo allo stomaco, ansia, agitazione, insonnia, disturbi gastrici e intestinali….ovviamente le reazioni fisiologiche sono simili, mentre quelle psicologiche sono soggettive.


                                                                             (seconda parte, continua)