martedì 21 ottobre 2014

“Selve d’amore” di Gianni Celati finalista del Premio Chiara 2014

Domenica 26 ottobre ore 17.00, Sala Napoleonica, Ville Ponti, Varese Manifestazione finale e Premiazione del Vincitore del Premio Chiara 2014 con spoglio in diretta delle schede della Giuria Popolare di cui ho fatto parte. 
Non so a chi andrà il premio ma so chi ho votato e invito quindi a leggere questo splendido libro

Gianni Celati - Selve d’amore - (2013) Quodlibet Compagnia Extra - 12,50 euro

Scorre fluida e veloce la scrittura di Celati, abilissimo narratore, in questo libro di quattro racconti dalla sottile comicità velata di nostalgia e malinconia, nel ricordo dei suoi anni giovanili, in un tempo e in una dimensione ormai perduti.
Narratore e personaggio, Celati si immerge nell’Italia degli anni Sessanta, in una città che non viene mai nominata, ma ha l’atmosfera e le caratteristiche di Bologna, nella vita di una comunità in cui sono protagonisti ragazzi liceali che “pascolano” trascinandosi in giro per le strade senza mete precise, con tutte le goffaggini dell’età, con la fissazione adolescenziale sul sesso, il pensiero rivolto alle giovani madri dei compagni, dalle provocanti misure generose, seduttrici, matriarche, o alle compagne di scuola bellissime e inavvicinabili. Madri e figli persi nelle loro “Selve d’amore” come personaggi dell’Ariosto, cavalieri e dame che vagano smarriti, ragazzi innamorati come il protagonista che si riconosce in Dante all’apparire di Beatrice. Gli uomini adulti sembrano figure di secondo piano, il sindaco l’investigatore il politico il prefetto l’impiegato, anche  loro persi dietro i loro desideri: sesso amore potere denaro status sociale.

I critici letterari hanno visto nello stile di Celati una via di mezzo tra il racconto orale e il serial televisivo, J. Talon li descrive come “telefilm narrativi: leggendoli io mi immaginavo le sequenze dei film di Pupi Avati e alcune atmosfere felliniane.

In questo nuovo libro prosegue la storia dei protagonisti di altri due testi pubblicati nel 2009, con il sottotitolo “Costumi degli italiani”: il primo “Un eroe moderno”, il secondo “Il benessere arriva in casa Pucci”.
In “Selve d’amore”, il primo racconto che dà il titolo al volume, l’Io narrante, Celati stesso, sente “vecchi ardori che premono per essere raccontati”, ricorda i rimescolamenti emotivi e le vampate di caldo alla testa di quando era un ragazzo “lungo di corpo, goffo in tutto, e sempre perturbato dalle donne”, quando ascoltava “le madri che raccontavano le turbe della vita con i loro uomini: mariti gelosi, figli da tenere a bada, amanti da tener segreti, strani animali con cui avrebbero avuto da brigare fino alla tomba”: quando appare la signora Gazzi, procace amica della madre, si innamora follemente e, come Dante nella Vita Nova vede in lei la sua Beatrice. Ma sogni e fantasie continuano, in una galleria di donne poco angelicate, molto terrene sensuali come si conviene a signore capace di manipolare un uomo come l’impasto delle tagliatelle.
Il secondo racconto è “Il caso Muccinelli”, ispettore Ministero degli Interni che mette in subbuglio il Consiglio Municipale e tutti i cittadini con coscienza sporca temono lo svelarsi dei loro scheletri nell’armadio, dei misteri e degli affari loschi: chi mai sarà costui? Cosa vorrà? Sarà forse il caso di “cercare un investigatore privato che indagasse sulle indagini dell’investigatore Muccinelli”?
In “Matrimonio Bellavista” tra desideri, sospiri, passioni, amanti e amorazzi Celati racconta la storia della famiglia del contabile Marcocesa e della calzolaia Margherita che sognano l’ascesa sociale quando il figlio maggiore, già meritevole perché frequenta l’università per diventare avvocato, si innamora della ricca ed emancipata signorina Violante dei “Budini Bellavista”.
L’inutilità del vivere è l’ombra che traccia l’ultimo racconto, “La notte”, definito da alcuni critici leopardiano, per l’atmosfera notturna soffusa da un lirismo che libera dall’angoscia chi abbandona le speranze e i desideri.

“Tra un po’ parlerò della notte, la bella notte, che è come un buco vuoto dove le cose aspettano che passi via il farnetico, e il buio e l’incerto vengano a dirci che i nostri timorosi desideri si sono tutti assopiti, e il cuore è finalmente libero”

“E la notte non è che l’ombra di tutti i momenti che devono ripetersi, è la frescura che li avvolge, è l’abbraccio che tiene tutto insieme, il buco nel tempo in cui i desideri vengono alla superficie e si spandono nell’aria perché nessuno si senta più estraneo

“Tu sei come al solito nella tua prigione, guardi le inferriate e vedi una punta di luce che viene da oriente; allora vai col pensiero verso quella luce, che non è nessuna speranza, è solo un giorno uguale a tutti gli altri che sta per cominciare. Ma questo è il buono della faccenda: tu aspetti il giorno ancora una volta, senza aspettarti niente, soltanto perché ci sei, e sei lì da buon carcerato, come se fosse il mattino della tua liberazione”.
Bellissime frasi, emozionanti.

Il mio consiglio

Un libro che suggerisco a chi ama la buona letteratura e desidera leggere un autore che fa della narrazione un volo tra sentimenti e ricordi per mezzo delle parole che usa da maestro.


Gianni Celati (Sondrio, 1937) vive da molti anni in Inghilterra dopo aver lasciato Bologna. Ha scritto Le avventure di Guizzardi, La banda dei sospiri, Lunario del paradiso, Narratori delle pianure, Quattro novelle sulle apparenze, Verso la foce e più recenti Avventure in Africa, Cinema naturale, Fata Morgana. Ha girato film documentari, scritto per il teatro, tradotto narrativa dall'inglese e dal francese, scritto saggi (una parte raccolti in Finzioni occidentali). È inoltre autore di film: Cinema all’aperto e Diol Kadd. Con Quodlibet Compagnia Extra ha pubblicato Costumi degli italiani (2009), Conversazioni del vento volatore (2011) e Comiche (2012).

FINALISTI DEL PREMIO CHIARA 2014

Davide Barilli, La nascita del Che. Racconti da Cuba, Aragno
Gianni Celati, Selve d’amore, Quodlibet
Giulio Questi, Uomini e comandanti, Einaudi

La designazione tra le 60 opere pervenute alla Segreteria del Premio, è stata effettuata da un Comitato di Grandi Lettori composto da: Romano Oldrini (Presidente), Vittorio Colombo, Luca Crovi, Robertino Ghiringhelli, Luigi Mascheroni, Mauro Novelli, Ermanno Paccagnini, Gerardo Rigozzi, Luca Saltini, Gianni Spartà, Andrea Vitali e da una Giuria popolare di 150 lettori.        http://ilfestivaldelracconto.it/premiochiara/