mercoledì 6 maggio 2015

EROS, CIBI .....e LIBRI

di Tiziana Viganò

Sono tantissimi i libri sul cibo e questa selezione non vuole essere che una mia scelta personale. Mi scuso con chi la troverà ristretta e magari banale, ma si sa, tutti i gusti sono gusti!
In quasi tutti i libri di questa prima parte il cibo non solo è metafora ma spesso protagonista.
Ricordiamo che Eros nel suo significato filosofico, va al di là della pura sessualità per rivestire simboli come la forza vitale che vivifica l’universo, la bellezza e la bontà, l’immortalità e il tramite tra una dimensione terrena e una spirituale. Allo stesso modo il cibo è trattato come un processo di magia, perché al di là di ogni reazione fisica e chimica la trasformazione cui viene sottoposta la materia prima naturale ha sempre alcunché di alchemico, che va oltre la materia verso il soprannaturale, come dimostra il legame che ancora trattiene i nostri disincantati paesi "avanzati" ai miti antichi che hanno costruito nel tempo la nostra cultura.

COMO AGUA PARA CHOCOLATE  -  DI LAURA ESQUIVEL (1989)
Dò il titolo originale perchè quello in italiano, “Dolce come il cioccolato” è sbagliato: l’acqua e il cioccolato insieme bollono, fanno faville, si arrabbiano, proprio come l’ira di Tita...che non è dolce per niente.
Il lettore è stimolato e affascinato dai segreti dell’amore e della vita raccontati attraverso il cibo. Il filone è quello del realismo magico sudamericano, dove, tra eventi surreali e fantasia sfrenata, tra cibo, storie, magie, passione, si racconta la storia d’amore di Tita e Pedro che è splendida, leggera anche nei risvolti drammatici: innamorati da sempre, non possono sposarsi per una ridicola tradizione di famiglia ma riescono comunque a viverla sempre e a consumarla dopo tantissimi anni con un magico incendio finale.
Il cibo è protagonista come metafora d’amore e di sensualità, come rito, creazione, promessa e concreta espressione di emozioni: queste sono veicolate dai sapori e dai profumi, attraverso il gusto si risveglia il legame erotico tra le persone. Le ricette e gli antichi rimedi erboristici scandiscono la storia, ambientata nel Messico, tra fine Ottocento e primi Novecento, con, sullo sfondo, la rivoluzione di Pancho Villa.
Per me il più affascinante dei romanzi che hanno il cibo come protagonista.
                                                                                                                                                          
AFRODITA - DI ISABEL ALLENDE (1997)
La Allende è sempre una garanzia, ma questo libro è molto diverso dagli altri che ha scritto: è leggero, divertente, è la scusa per parlare del suo rapporto con il cibo e l’erotismo, anche se, arrivata alla soglia dei 50 anni, confessa che non sono le debolezze della carne quelle che ha maggiormente praticato nella vita.
Non si direbbe: tra ricette di cucina e filtri d’amore, ricordi associati ai sensi, narrazione di storie, i cibi, gli  afrodisiaci e i frutti proibiti sono protagonisti di questo libro in cui si riconosce il gusto della letteratura sudamericana e soprattutto della gente latina per i piaceri materiali, proprio tutti. Almeno fino a quando l’etica del lavoro e del denaro – di derivazione protestante, come l’etica del capitalismo (per citare Max Weber) – non la inquineranno e la trasformeranno in altra cosa, razionale,triste, insoddisfatta e infelice come tutta la gente del mondo occidentale, ricca ma grigia come il mondo che si è creato intorno.
La volgarità non esiste nella Allende, i soggetti sono l’erotismo e l’amore raccontati con libertà, gioia e tocco leggero, esplicitamente e senza giri di parole. Lo consiglio a tutti, lo sconsiglio solo a chi ha pruderie nei confronti di tutto ciò che è sensuale e non sa godersi la vita in tutti i suoi aspetti.
Come il precedente al primo posto nella mia classifica dei libri sul cibo che preferisco

DONA FLOR E I SUOI DUE MARITI DI JORGE AMADO (1966)
Dona Flor e i suoi due mariti è il romanzo più conosciuto dello scrittore brasiliano Jorge Amado: un carnevale bahiano, pieno di riti magici, incantesimi e fatture, macumba, spiriti dei morti, déi e demoni, colori e fuochi d’artificio.
L’atmosfera della vecchia città di Bahia è resa con una maestria fantastica, i personaggi fortemente caratterizzati saltano fuori dalle pagine, il divertimento e l’amore per la vita si toccano come fossero di materia: il romanzo è una celebrazione di tutto quello che è piacere terrestre e materiale, dal sesso all’amore al cibo alla vita.

 “Perché si deve sempre aver bisogno di due amori, perché uno non basta a riempire il cuore?” si chiede Dona Flor che, rimasta vedova di un marito, Vadinho, delinquente e inaffidabile, ma che le faceva toccare il cielo con un dito (almeno fisicamente), si risposa con un altro uomo sicuro e affidabile, ma noiosissimo. E’ infelice e insoddisfatta e questa frustrazione richiama sulla terra lo spirito di Vadinho che cerca di sedurla in tutti i modi. “La terribile battaglia ingaggiata tra spirito e materia, con avvenimenti singolari e circostanze stupefacenti capaci di accadere solo a Bahia” comincia e si può immaginare come finirà.
Lo stile e il linguaggio di Amado sono fantasmagorici come il soggetto del romanzo: qualche volta in eccesso, così ci sono pagine più lente da leggere, e la galleria dei personaggi è talmente incredibile e affollata che a volte si perde il filo della narrazione, ma l’autore riprende subito l’attenzione con qualche colpo di scena.
E’ un libro stupendo, originalissimo, divertente, che vi farà volare per mondi fantastici e senza freni inibitori. Da leggere assolutamente. Il film è del 1976, quando è uscito il libro in Italia, non lo ricordo in positivo, me lo ricordo volgare e molto diverso dal libro...ma sono passati decenni, meglio non prendere posizione.

CHOCOLAT DI JOANNE HARRIS (1999)
Un capitolo scritto dalla protagonista, Vianne Rocher, una donna libera, “strana”, affascinante e seduttiva, un po’ strega, che arrivacon la figlia in un villaggio francese spinta da un misterioso vento di Carnevale: il capitolo successivo scritto dal suo antagonista, il parroco Reynaud, bigotto, represso,
un vero Uomo Nero. I due punti di vista opposti si alternano, si incontrano e scontrano fino all’epica battaglia finale, combattuta a colpi di cioccolata. C’è un alone di stregoneria nella cucina, una magia primitiva e sensuale, che il parroco combatte con tutte le sue forze, lui che si punisce digiunando contro la corruzione del cibo di cui la cioccolata è la tentazione più diabolica. Vianne porta un vento nuovo nel paese dove grava un’atmosfera lugubre, intreccia legami, promuove amicizie, soddisfa desideri con le sue capacità divinatorie che si scatenano grazie al “cibo degli dei” come lo chiamavano i maya. Diventato famosissimo per il bel film del 2000 è un libro di facile e piacevolissima lettura, che sprigiona profumi di pasticceria e di cioccolateria. Vietato a chi sta a dieta. 

LA PARTE PIÙ TENERA DI RUTH REICHL (1998)
Impagabili e divertentissimi i primi capitoli dove si descrive la pazza famiglia dove una madre, borderline maniaco depressiva, cucina per tutti cibi pazzeschi con ingredienti ammuffiti, marci e velenosi. Valgono tutto il libro che poi diventa una narrazione più normale, ma sempre divertente,della storia giovanile dell’autrice che diventò la più famosa critica gastronomica d’America. E’ comunque un libro che si legge in un soffio,  dove il cibo ha una parte importante, è passione, lavoro e parte importante della vita. Non è certo un capolavoro, ma da leggere in spiaggia o quando si è tristi è perfetto. Con tante ricette americane quasi mai commestibili, almeno per i miei gusti e per la conservazione della salute.

LA MAGA DELLE SPEZIE DI CHITRA BANERJEE DIVAKARUNI (1997)
Siamo in piena Bollywood (e nel 2005 il libro è stato ridotto in film), ma trasferita in una botteguccia di Oakland tappezzata di vasi con le spezie indiane, anche quelle perdute nella notte dei tempi: tra la polvere si annidano i desideri dei clienti. Tilo, una donna vecchia, brutta, rugosa e nodosa, dalle spezie trae i suoi poteri magici capaci di realizzare le possibilità irrealizzate e i suoi incantesimi aiutano le persone venute dall’India  a risolvere i loro drammi quotidiani.

Ogni capitolo ha il nome di una spezia e ad essa adatta il suo contenuto: Tilo ne conosce le proprietà medicinali, ma anche quelle soprannaturali: la descrizione delle piante è poetica e mitologica, scritta con un linguaggio che  sembra fuori dalle nostre corde, aulico e pomposo, eccessivo proprio come ci sembrano i film indiani alla televisione, appartenenti alla cultura di un altro mondo, ma che infine trova anche una sua logica nella fiaba della maga che incontrando l’amore –che a lei è proibito – con un incantesimo torna ad essere bellissima e giovane, ma solo per una notte...Il lieto fine è garantito pur passando attraverso una tragedia causata dalla trasgressione della maga.
Consigliato alle donne che sono curiose di esplorare una cultura così lontana dalla nostra leggendo un libro senza pretese di letteratura. N.B: è meglio non seguire i consigli erboristici della maga!

Nei librI che seguono cibo e ricette percorrono le storie, ma non sono così importanti come nei precedenti: caratterizzano la narrazione, ma non sono indispensabili.

POMODORI VERDI FRITTI - DI FANNIE FLAGG (1987)
I pomodori e il cibo cucinato al Whistle Stop Cafè sono solo un fil rouge che percorre la storia, non sono protagonisti come negli altri romanzi: ma il titolo è famoso, almeno per gente non giovanissima, anche per il bellissimo film del 1991 con Jessica Tandy e Katie Bates. E’ ambientato negli anni trenta, nel Sud degli Stati Uniti: temi centrali amicizia e solidarietà, anticonformismo delle due protagoniste, razzismo ancora fortissimo: un microcosmo che verrà travolto dall’avanzare del tempo e della modernità. Le storie narrate dalla vecchia Ninny alla donna in crisi, Evelyn, riescono a interessarla, a scuoterla dal suo immobilismo e a riportarla alla vita. Bellissimo, assolutamente da leggere, il quadro della vita nel profondo Sud degli USA non solo è molto interessante, ma lo si vede e lo si vive.

FINCHÈ LE STELLE SARANNO IN CIELO DI KRISTIN HARMEL (2012)
Nonostante il titolo scoraggiante questo è un romanzo rosa scritto bene, interessante – e qualche volta a noi donne viene voglia di leggere una storia d’amore che finisce bene ed è leggera come una piuma 
L’autrice è giornalista e conduttrice televisiva, quindi il libro non difetta nella qualità della scrittura: non si può certo considerare più di quello che vuole essere, ma la storia d’amore romantica e commovente di nonna Rose - ebrea scampata all’olocausto, emigrata negli Stati Uniti e diventata pasticcera a Cape Cod – è davvero bella e commovente.  Si intreccia con quella moderna della nipote Hope che, grazie all’indagine per trovare le tracce del passato della sua famiglia, trova l’amore e mette in ordine la sua vita. I dolci della nonna sono importantissimi per lo svolgimento della storia e grazie a loro si risolverà il mistero.  Il libro vuole passare l’idea che il vero amore dura per sempre....e almeno per il tempo della lettura del libro, ce lo fa credere davvero!
Ottime ricette di dolci da Nonna Papera, tipici americani, alcune da provare. Consigliatissimo, ma solo alle donne.

Nelle serie di gialli seguenti sono i protagonisti, golosi e buongustai anche un po’ maniaci che fanno soste nelle indagini per gustare cibi della loro tradizione e danno all’autore la possibilità di caratterizzarli con qualcosa che strappa sempre un sorriso al lettore tra un delitto e l’altro. Tutti bellissimi i libri con Maigret di George Simenon, i libri di Montalbano di Andrea Camilleri, Nero Wolfe di Rex Stout e il

COMMISSARIO CARVALHO  DI LOUIS VASQUEZ MONTALBAN
Ho letto “Mari del Sud” premio Planeta 1979, molto bello. Devo dire che ci sono molte somiglianze con i libri di Camilleri, che di sicuro ne è stato fortemente influenzato: il nome del commissario siciliano deriva proprio dal nome dello scrittore catalano. Leggerò gli altri della serie, ne vale la pena.
Cuoco e gastronomo, Carvalho dimostra grande competenza in fatto di cibo, e questo forma anche una parte importante del carattere del suo personaggio.