giovedì 5 novembre 2015

“Non si toccano le ali delle farfalle” di Antonello de Sanctis.

Recensione di Tiziana Viganò


L’atmosfera dei film del neorealismo italiano – De Sica, Pasolini, Rossellini – aleggia nel romanzo di Antonello De Sanctis, ambientato in una Roma in bianco e nero, popolata di ragazzi di vita, prostitute, disadattati, filosofi, pugili, ma anche gente perbene. Personaggi che affogano nell’atmosfera inquietante e desolata delle borgate degli anni del dopoguerra, dove si vive di espedienti in un mondo dove disagio, povertà e violenza la fanno da padrone.
Un romanzo di formazione che racconta la storia di Francesco Del Buono dal 1942 al 1975. Dopo l’infanzia e la giovinezza nel quartiere della Casilina si trasferirà in un altro quartiere romano alla ricerca di un riscatto e di un’inclusione sociale rappresentata da un posto fisso statale che gli garantisce una stabilità economica, ma non quella affettiva: fuggirà dal dolore tra i fumi dell’alcool e l’amicizia di un cane, unica fedeltà, con cui dialoga per superare i momenti di solitudine, e infine ritornerà nel luogo da cui è partito per ritrovare le sue radici e risolvere il trauma che ha segnato la sua vita.

Pier Paolo Pasolini ( durante i sopralluoghi per il film 
“Accattone”, 
1966-68) in mezzo alle baracche presso la Casilina
Una scrittura semplice e lineare dove i toni drammatici vengono smorzati da una pacatezza che rende ancora più forte, per contrasto, l’impatto sul lettore, mentre i momenti lirici, tra squarci di sereno e colori cupi, alternano belle immagini della Natura e della città. L’Io narrante parla italiano, mentre i dialoghi in dialetto romanesco portano, con la coloritura tipica di questa lingua, una cadenza che dà risalto all’ambiente che l’autore vuole descrivere. Non mancano brani di vera poesia in prosa dove le emozioni si sciolgono nei suoni, nelle forme e nel sentire profondo dell’anima e del corpo.


“Le farfalle, virgole dell’aria, colori in movimento che non hanno la solidità del diamante ma il fascino della creatività, la seduzione del volo da inventare. E con il battito lieve delle farfalle arrivarono nuovi domani, nuove lune ad attraversare la notte, nuove onde a rincorrersi nel mare”.

Consiglio
Un romanzo che parla di periferia, di un mondo che non è più lo stesso nella forma ma forse non nella sostanza: i romani lo riconosceranno, gli altri capiranno la realtà di questi luoghi che fanno parte della storia del nostro paese e di tante altre periferie del mondo. Un bel romanzo, una bella storia

Antonello de Sanctis
Nato a Rieti, dagli anni ’70, morto il 4 novembre 2015. Lavora come paroliere, scrivendo testi di canzoni famosissime - Padre davvero, per Mia Martini, Anima mia, Innamorata e Morbide le mani per i Cugini di Campagna. Collabora con molti artisti della musica popolare italiana: Paolo Frescura (per cui scrive Bella dentro, Due anelli, Innamorata mia), i Collage (Due ragazzi nel sole, Tu mi rubi l'anima, La gente parla), Fred Bongusto, Raffaella Carrà, Nicola Di Bari, Gigi Proietti. Con il gusto per le canzoni che scuotono il perbenismo della società, nel 1976 incide il suo primo 45 giri dal titolo Esser puttane, mentre nel 1978 pubblica, con lo pseudonimo di Joe Alaria, una canzoncina ironica dal titolo Sai che ti dico? Ma vaff... Dopo una lunga pausa riprende a scrivere negli anni '90 per Mietta (Figli di chi, Gente comune) e Paolo Meneguzzi (Arià ariò). Nel 1993 inizia la sua collaborazione con Nek, che a Sanremo scandalizza con il brano In te, interpretato dal pubblico come antiabortista. Seguono altre canzoni bellissime e di successo scritte sempre per Nek, come Laura non c'è, Se io non avessi te, Ci sei tu, Almeno stavolta, Lascia che io sia, L'inquietudine, Nella stanza 26 e Se non ami.Ora Antonello lavora, oltre che con Nek, con altri giovani artisti su cui punta molto: Daniele Ronda e Francesco Arpino.Il 27 febbraio 2007 esce in tutte le librerie il suo primo libro, “Non ho mai scritto per Celentano”, un'intensa autobiografia in cui Antonello racconta i segreti e retroscena di 35 anni della musica leggera.Nel 2008, torna a collaborare con Mietta scrivendo per lei, assieme a Daniele Ronda, le canzoni Guardami e Con il sole nelle mani.Ha inoltre iniziato a collaborare con il giovane Jacopo Troiani per cui ha scritto due brani dell'album d'esordio.L’attività letteraria continua con “Oltre l'orizzonte”(2010), una storia d'amore, i cui proventi sono in parte devoluti alla ricerca sul cancro, e nel 2012 con un altro romanzo, “Nel mondo degli uomini”.Ultimo, dell’agosto 2015, “Non si toccano le ali delle farfalle”, che non è stato pubblicato per una precisa volontà dell’autore che non “vuole mettere un prezzo alle sue emozioni”: lo donerà a chiunque ne farà richiesta, gratuitamente, sulla sua pagina facebook "Musica e parole, il mondo di Antonello De Sanctis", una breve frase che racchiude in pochissime parole tutta la sua poesia in musica.


"Certo che le donne sono un’altra razza. Con la bandana o gli sguardi catarifrangenti da Barbie, con le grandi pance davanti o con l’uomo sbagliato addosso, innamorate di un gatto o tradite dall’ombra della felicità, abbandonate all’angolo di una piazza o tagliate da un improvviso dolore, si fermano un istante per piangere, poi sollevano il capo e riprendono la strada. Sono maestre di dignità le donne. Non bisogna lasciarsi distrarre dall’ondeggiare dei fianchi se vogliamo capire qualcosa di loro, dobbiamo soltanto guardarle negli occhi perché i loro occhi dicono quello che le bocche sanno tacere. Sì, le donne sono un’altra razza. Spesso ci camminano a fianco così leggere che neanche ce ne accorgiamo. Quasi sempre, però, ci precedono e basterebbe solo seguirle per capirne di più. Seguirle con poco orgoglio e molto rispetto. Per essere più uomini. Un po’ più uomini, almeno".

Antonello De Sanctis  "Nel mondo degli uomini"




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