venerdì 11 marzo 2016

"LA MIA OSSESSIONE": racconto di Cristian Dall'igna per IL VIZIO DI SCRIVERE


10 gennaio 2016 - Seconda giornata tra scrittori a Rescaldina (Mi) IL VIZIO DI SCRIVERE –Sull’argomento "La mia ossessione” Cristian Dall'igna ha scritto questo racconto malinconico, con finale positivo
 pagina facebook: Il vizio di scrivere (prossima giornata il 17 aprile, seguiteci!)

Patrizia, così bella, dolce: impossibile non amarla!
Mi ricordo che andavamo sempre al parco appena c'era un po' di sole, ci sdraiavamo sul fianco nell'erba in modo da guardarci negli occhi. Passavamo pomeriggi interi a chiacchierare, a volte si creavano momenti di silenzio che non erano mai imbarazzanti.
I suoi lunghi capelli ricci erano soffici come il cotone. La loro fragranza inebriava il mio olfatto e la loro morbidezza mi accarezzava dolcemente, sentivo i brividi quando mi avvolgevano il viso. Mi guardava coi suoi splendidi occhioni verde chiaro, mi sorrideva creando la fossetta sulla guancia destra che adoravo tantissimo e la sua bellezza mi mandava in estasi.
Una volta si è avvicinata lentamente alle mie labbra fermandosi a pochi millimetri, sentivo il suo lento respiro, la mia pelle percepiva la sua presenza, ho cercato di allungare il labbro inferiore per avere il contatto, lei si è allontanata quel tanto che bastava per impedirlmelo, ma sempre sufficientemente vicino da avere la sensazione di poterci arrivare.
Ero in suo potere e lo sapeva benissimo, mi ha sorriso ricreando la fossetta che mi ipnotizzava come un cerchio concentrico che girava vorticosamente, avrei potuto starnazzare come un'oca o ululare alla luna se me l'avesse chiesto. Poi il cerchio si trasformava in un pendolo che oscillava lentamente da destra a sinistra: sentendomi sfiorare i naso sono uscito dalla trance e l'ho vista far oscillare la testa come il pendolo di prima; ha riavvicinato le sue labbra alle mie creando un movimento concentrico per accrescere il mio desiderio che era già alle stelle. Poi avvicinando la bocca al mio orecchio e mi ha sussurrato:
< Ti amo > e mi ha baciato intensamente. Questo era il mio paradiso!
...Fino a settimana scorsa, quando senza nessun motivo concreto mi ha lasciato, dicendomi che non mi ama più e il paradiso si è trasformato in inferno. Non mangio più, non dormo più, bevo e fumo per non pensare. I miei genitori sono preoccupati, ma non me ne curo.
< Vedrai che ti passa! > continuano a ripetere.
Ma non mi passa mai e soffro sempre di più. Ormai sono uno zombi, non vivo più, sono un morto che cammina.
Meglio farla finita. Il ponte della ferrovia non va bene, è basso e troppo trafficato, meglio quello che passa sopra il fiume, altissimo e sempre deserto. A quest'ora e con questo freddo non passerà nessuno. Ci vado subito prima di avere dei ripensamenti.
Sono arrivato, non c'è nessuno in giro. Salgo sul parapetto del ponte, guardo giù e la testa mi gira per la profondità del baratro, l'istinto mi fa appoggiare al palo del lampione. Mi devo staccare; basta con questo strazio! "
La mia vita è inutile senza di lei e non potrà mai essere la stessa. Sono entrato in un mulinello che mi trascina sempre più a fondo nel buio, non ho più la forza di reagire e nuotare verso la luce. Sento il mio corpo che oscilla ricreando un cerchio con un raggio sempre più stretto che mi trascina verso il basso. Una folata di vento mi raggela la pelle del viso e mi fa quasi perdere l'equilibrio. Ma questa volta non mi aggrappo al palo della luce, sono pronto. Propendo il mio corpo in avanti, sento che sto per cadere nel vuoto.
Sento i miei piedi staccarsi da terra. Sto volando verso l'ignoto, o verso l'inferno. Il mio corpo tocca terra. Apro gli occhi e vedo una bellissima ragazza che mi dice qualcosa.
Forse non sono all'inferno, ma in paradiso! Un angelo dai capelli neri, mi sta dicendo qualcosa ma non riesco a capire...il ponte era davvero troppo alto.
Torno a guardare, senza capire nulla, il mio bellissimo angelo che continua a parlarmi: mi dà una sberla, poi un'altra ancora più forte.
< Qualunque sia il motivo del tuo gesto non ne vale la pena, dammi retta! Tutti i problemi si possono risolvere! >
Mi guardo attorno, sono sdraiato sul ponte. Mi gira la testa e mi fa male la schiena.
< Mi sono buttato dalla parte sbagliata? >
< No imbecille che non sei altro! Ti ho preso per la giacca e ti ho tirato indietro un attimo prima che ti buttassi di sotto. Non so quali sono i tuoi problemi ma di sicuro ci sono altre soluzioni >
< Senza la mia Patrizia non riesco più a vivere >
< Senza la tua Patrizia puoi vivere come riescono a vivere tutte le persone che vengono lasciate e amano ancora. L'amore non è ossessione e l'ossessione non è amore! Dai vieni con me che ti offro una bella tazza di cioccolata calda >
Col suo aiuto mi rialzo lentamente e mi accompagna in un bar lì vicino. Le racconto la mia vicenda, lei le sue avventure e riscopro il piacere di ridere. All'uscita ci siamo salutati e, con la scusa di controllare che non farò più nessun gesto stupido, ci siamo scambiati il numero di telefono.
Mentre rientro a casa ripenso alla giornata di oggi: incredibile come possa bastare un gesto gentile per scuoterti, il sorriso di un bel viso per colorarti la vita. Una farfalla che sbatte le ali nel momento giusto può farti cambiare la visione del mondo: la vita è veramente imprevedibile.

Non so se fioriranno rose da questo incontro. Ma di sicuro non sarà mai più un'ossessione.