venerdì 4 marzo 2016

"Volo di nascosto" di Alberto Bianchini

recensione di Tiziana Viganò

Romanzo di formazione e di viaggio, “Volo di nascosto” di Alberto Bianchini è un libro che attraverso il racconto dell’avventura di un liceale alla vigilia dei suoi diciotto anni, Giorgio, ci avvicina al percorso di ricerca della propria identità.
Costretto dagli eventi, non sempre convinto della riuscita della sua impresa irrazionale, ma spinto da incoscienza ed entusiasmo giovanile, Giorgio si butta all’avventura dopo aver rubato un Cessna 175, senza alcuna esperienza di volo, ma con la fortissima motivazione di raggiungere il Brasile.


Con solo un motorino Booster come compagno di viaggio, simbolo di quello che ha lasciato dietro le spalle e che ancora desidera portare con sé, abbandonerà anche quello, una zavorra in meno per essere più leggero e libero dalla vita passata.
I suoi atterraggi in Spagna Marocco Senegal, l’esperienza da Robinson Crusoe nell’isola sconosciuta in mezzo all’Atlantico, l’ultima tappa in Brasile: avvolto dall’abbraccio totalizzante con la Natura, troverà il contatto con anime semplici, ancorate al reale, ospitali e accoglienti, che gli insegneranno valori concreti, amicizia e solidarietà. Sofferente e in pericolo di vita si lancia verso l’ignoto, sfida l’aria il cielo e la forza dell’Oceano Atlantico, come un Eroe mitico, con molto coraggio supera le difficoltà, riesce nell’impresa e scomparirà nel nulla avendo preso nelle sue mani la responsabilità della propria vita, Un nuovo Piccolo Principe...

Il viaggio è una metafora potente, che aiuta a scoprire se stessi, ribaltando vecchi schemi e punti di vista: ci mette di fronte a prove che danno la misura delle nostre capacità, fa riflettere sul significato della vita.

Non si scoprono nuove terre se non si accetta di perdere di vista per molto tempo la terraferma. (A. Gide)
Così Giorgio, il protagonista di “Volo di nascosto”, entrerà nella maturità.