venerdì 22 aprile 2016

“Colori” di Luigi Cerrato per Il Vizio di scrivere

Il vizio di scrivere – 17 Aprile 2016 - Biblioteca di Rescaldina - per aver sorteggiato l'argomento "Colori" Luigi Cerrato ha scritto questo  racconto pieno di freschezza e positività

Giada si alzò stanca, non aveva dormito molto, agitata com’era per via del colloquio che da li a poco avrebbe sostenuto presso una grossa multinazionale del settore dei media, la “Rainbow Inc.”. Non sapeva cosa aspettarsi Giada, di esperienza ne aveva da vendere, ma i colloqui mettono sempre ansia: sentirsi sotto esame e giudicati non è mai una bella sensazione.
Si vestì con colori tenui, si truccò appena e si diresse verso il grattacielo dalle pareti interamente in vetro della multinazionale. Entrò e annunciò il suo nome alla reception dove una giovane signorina si affrettò a comporre un numero per poi invitarla ad accomodarsi presso la sala gialla al sesto piano.
Prese l’ascensore e una volta giunta al sesto livello seguì le indicazioni per la sala gialla e, quando la vide, rimase perplessa: un tavolo bianco con qualche bottiglietta d’acqua, sedie bianche, pareti e soffitto bianchi, insomma di giallo proprio non ve ne era.
Si accomodò e poco dopo un uomo si presentò come Giulio Pernigotti, il responsabile delle risorse umane. “Ecco ci siamo” pensò Giada mentre alzandosi porgeva la mano al suo interlocutore che stranamente non ricambiò la stretta.
Il colloquio ebbe inizio secondo la più classica delle routine, presentazione del candidato, precedenti esperienze e motivazioni al cambiamento. “Bene”, disse Giulio, “ora che abbiamo rotto il ghiaccio possiamo iniziare il vero colloquio. Immagini di parlare con un non vedente, provi a descrivergli i colori dell’arcobaleno”.
Giada rimase perplessa, sapeva che nei colloqui spesso le domande strane potevano capitare, ma questa non se l’aspettava proprio. Rimase qualche istante in silenzio, poi guardò Giulio negli occhi, fece un respiro ed incominciò.
“L’arcobaleno è composto da sette colori: il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, poi blu, indaco e violetto, ognuno ha una sua personalità e insieme sono davvero belli a vedersi”, sorrise per la piccola gaffe e poi riprese.
“Il rosso è il colore del sangue che scorre dentro al nostro corpo permettendoci così di vivere, è il colore delle nostre passioni come l’amore e la rabbia. Quando ci arrabbiamo così come quando vediamo la persona che ci fa battere il cuore le nostre guance si tingono di rosso”.
Giulio annuì e con un cenno della mano la invitò a proseguire.
“L’arancione è il colore delle feste, dell’allegria e della spensieratezza. Il cielo a fine giornata si tinge di arancione e quando si esce dagli uffici o dalle fabbriche e si va a fare l’aperitivo spesso il drink che ci portano ha questo colore. L’arancione è brio, difficilmente la gente lo sceglie come tinta per i propri abiti o per la propria auto, solo i più estrosi si spingono a tanto”.
Giulio bevve un sorso d’acqua da una delle bottigliette sul tavolo, fece un piccolo sorriso e chiese a Giada di parlargli del verde.
“Beh …” Giada ci pensò un pochino e disse “il verde è la vita, la natura, lo sport, l’aria pulita, l’amicizia. Verde è il colore dei prati, il colore del campo da calcio, dei cortili che spuntano in mezzo al cemento dei palazzi. Nei cortili nascono le amicizie, i primi amori, si fanno i primi litigi e si fa sempre la pace. Verde è il colore dei campi dove vanno a nascondersi i fidanzatini con i loro sogni e le loro speranze.”
Giulio parve colpito da quelle parole, fece un respiro profondo e disse a Giada “un ultimo sforzo e abbiamo finito, descrivimi il blu”.
“Blu è l’infinito” disse Giada d’istinto. “Blu è il mare, blu è la libertà. Blu è il colore che con le sue sfumature cambia le nostre giornate. Blu è il colore dei vestiti dei principi e delle principesse delle favole che ci fanno addormentare da piccoli. Blu è …”
“Basta così” la interruppe Giulio, visivamente colpito; “vedi Giada” sorrise, “io davvero sono un non vedente, so che mi hai porto la mano alla presentazione e non te l’ho stretta per evitare che tu te ne accorgessi. Io nei colloqui cerco sempre di capire le persone, ma non potendole osservare, cerco di percepire come sono attraverso le loro emozioni.
Tu Giada, sei una persona di cuore capace ancora di emozionarti davanti alla vita. Questo è il tipo di persone che cerchiamo qui alla Rainbow Inc e qui ti do il benvenuto se lo vorrai”.

Giada annuì, poi si alzò e abbracciò Giulio, la sua vita, le loro vite, da allora avrebbero assunto le stesse sfumature.