venerdì 8 aprile 2016

Musiche e colori in "Sinfonia nera": recensione di Lina Mazzotti

recensione di Lina Mazzotti da "Cultura al Femminile"
https://letteraturalfemminile.wordpress.com/2016/04/03/sinfonia-nera-in-quattro-tempi-di-tiziana-vigano/


In “Sinfonia nera in quattro tempi” troviamo una musica di sottofondo che colora i quattro racconti di giallo. Storie che si intrecciano, eventi passati che riemergono con forza e misteri che si avvicendano, dove la melodia si impasta alle parole e al colore nero della cronaca ma anche al rosso nuance dell’amore e dell’amicizia, al verde tinta della vita che continua nonostante tutto. Sfumature di cromie su storie di donne da sempre innamorate che dopo essere state maltrattate si accontentano del ruolo antico come il mondo della donna che attende sempre sottomessa come Penelope con Ulisse, sacrificando gli anni. Ma tutto si trasforma e l’incubo è sempre in agguato, non tutto è come sembra, quello che appare amore è odio e chi sembra debole e paziente è invece aguzzino, la vittima diventa carnefice attraverso i sottili fili di una tela di ragno che tutto avvolge e soffoca in un gioco perverso e silenzioso.
In questo libro il tema fortemente sviluppato è la violenza alle donne e delle donne in tutte le sue forme, proprio per sottolinearne la gravità, l’autrice descrive in modo accurato le indagini di omicidi, come lo sono le reazioni dei personaggi gli avvenimenti e i colpi di scena sono ben misurati, mai abusati. Storie ben scritte e ben costruite, con salti temporali che permettono di comprendere un po’ alla volta il vissuto dei vari personaggi. Altro valore del testo è che tra un nodo di trama e quello successivo c’è sempre tempo per metabolizzare l’evoluzione della storia attraverso ledue figure cardine del maresciallo Adelio Rusconi e il brigadiere Tommaso Lo Monaco detto Totò.
Adelio è maresciallo dei carabinieri, laureato, superspecializzato, legnanese doc, era stato nominato nella città dell’hinterland milanese da tre anni, deciso a far carriera e a farsi notare. E in effetti stava collezionando molti successi nelle indagini, aiutato dal fiuto, dall’intuito, dalla fortuna e anche dal valido contributo della sua “spalla”, il puntiglioso brigadiere Lo Monaco.”
“Molto diverso da Rusconi, Tommaso-Totò Lo Monaco era siciliano e veniva da Nicolosi, un incantevole paese di montagna alle falde dell’Etna, con vista sul mare di Catania: guai a dire una mala parola sulla sua Sicilia e sul suo amico, figliolo, compare e compagno Adelio che aveva l’unico neo di essere assolutamente padano doc.”
Questi sono i nostri eroi, Adelio con il dono di trasformare tutto in positivo e di vedere il bello anche dove è difficile trovarlo, uomo di azione, energico e intuitivo. Mentre Totò prende tutto sul serio anche troppo, ma è un vero segugio razionale  caparbio e minuzioso. Anche con queste differenze tra loro esiste una grande amicizia e cameratismo,  riescono a mantenere leggerezza e allegria nonostante il loro lavoro sempre a contatto con le cose peggiori della vita e degli esseri umani.
Spesso i loro cervelli funzionano all’unisono capendosi al volo e non solo su questioni di indagini ma anche su questioni personali e sentimentali.
Non mancano intermezzi simpatici dove Adelio parla del suo amore per i gatti e la loro natura, forse perchè in un certo senso li sente affini a se: “…io fascinoso e intelligentissimo e i miei due gatti investigatori che collaboreranno con fiuto e intuito felino.” E’ conquistato dalla loro sensorialità e  capacità di interpretare il nostro linguaggio non verbale.
Attraverso le inchieste di Adelio e alla sua passione della psicologia l’autrice vuole sottolineare le problematiche sulla violenza e il suo sviluppo, analizzando la nostra società scavando nella vita e nelle relazioni di coppia, per indagare sulle metamorfosi del presente negli oscuri grumi esistenziali.
La lettura è fluida la trama scorrevole, le storie intriganti le scene alternano ironia e tensione ma anche romanticismo lasciando spazio per la speranza di nuovi inizi.