mercoledì 20 luglio 2016

"Voglio andare in vacanza" racconto di Cristian Dall’igna per Il vizio di scrivere

Il vizio di scrivere, 3 luglio 2016: sull'argomento estratto  "Voglio andare in vacanza" Cristian Dall’igna sogna di scappare in barca a vela ...e noi non siamo da meno!


Voglio andare in vacanza e rimanerci per sempre!
Il mio più grande sogno è comprare un barca a vela e girare il mondo, farmi cullare dalle onde del mare, respirare la brezza marina e assaporare il silenzio. Basta col traffico del mattino, tutti in colonna per andare al lavoro. Basta col capo che ha sempre qualcosa da ridire sul mio lavoro, giusto o sbagliato non gli va mai bene niente e deve correggere almeno una virgola per essere contento.
Il lavoro nobilita l’uomo! Me lo ripeteva sempre mio padre, non che avesse torto, amo essere attivo e avere sempre la mente occupata e la mia bellissima barca a vela mi darebbe da fare in ogni momento. Leggere i minimi cambiamenti del vento e cercare di anticiparli modificando le vele: cazza la randa, strozza la scotta, aggancia il gavitello...
Tutte le mattine ammirerei l’alba, il cielo dapprima tutto nero che lentamente si illumina di azzurro, poi si accende l’arancione infuocando l’orizzonte, e infine lui, sua maestà il sole, il simbolo della vita che non esisterebbe senza. Colui che ci scalda i cuori e ci illumina la via. Lo vedo come un padre, così distante ma contemporaneamente così vicino, il guardiano della vita che veglia su di noi senza mai intromettersi, ma incutendo su di noi il timore reverenziale che gli si deve. Un suo sguardo e sai già cosa stai combinando.
Tutti i giorni e tutte le notti mi farei accarezzare dal vento, in lui riconosco mia madre che mi indicava la via giusta da percorrere, mi stringeva tra le sue braccia e mi rendeva sicuro e amato. Da lei traevo la forza per andare avanti, come la prendo dal vento che gonfia le vele e mi spinge verso un nuovo approdo. La calda brezza marina che scivola sulle mie guance mi fa ricordare le sue dolci carezze che mi coccolavano ...e come il vento che soffia forte e che fa tremare col suo sibilo anche mia madre mi faceva paura quando si arrabbiava se combinavo qualcosa.
Sono sempre stato un romanticone ed è così che vorrei vivere la mia vita, sempre in vacanza. Il lavoro ha ucciso la nostra parte romantica. Ci obbligano a produrre sempre di più. Vendere vendere vendere anche se sai benissimo che è tutta una bolla e come tale quando scoppierà non ci rimarrà niente, solo una mano umida e piena di tristezza. I veri valori sono morti, nessuno ne ha mai fatto un funerale...
...e io voglio andare in vacanza!
Ci voglio andare perché quando sei in vacanza riesci a goderti la vita, anche se forse oramai non sappiamo più che sapore abbia, è come mangiare una mela comprata al supermercato, il gusto lo riconosci, ma una vera mela ha veramente quel sapore?
Mi sento schiavo di me stesso. Batto i tacchi quando il mio padrone cellulare squilla l’arrivo di un nuovo messaggio. Il mio umore è schiavo della vittoria o della sconfitta della mia squadra di calcio. Mi sento schiavo dell’apparenza che mi porta a vestirmi sempre alla moda. Mi sento schiavo di questa società che porta tutti quanti ad essere standardizzati...
...e io voglio andare in vacanza!
Ci voglio andare perché quando sei in vacanza ti puoi vestire easy, tutti in pantaloncini e maglietta, ma sempre all’ultimo grido e col cellulare in mano.
…e io voglio andare in vacanza!

Ci voglio andare per fuggire dal grigiore della routine, dalle catene che ci siamo creati e che ci impediscono di essere noi stessi. Per fuggire da me stesso e dai miei schemi mentali. Non voglio andare dove ci sono altre persone perché rimarrei invischiato dalle regole della società. Voglio andare in mezzo al mare io e la mia barca a vela, perché solo quando sarò completamente solo potrò dire di essere libero.