venerdì 19 agosto 2016

Recensione di Chiara Minutillo per "Cultura al femminile"


"Quante coppie normali, perfette, nascondevano, dietro un’apparente quiete, abissi di solitudine e di sopraffazione, giochi perversi basati sul ricatto, sul rapporto dominante-dominato; oppure c’era un elemento della coppia che dall’esterno sembrava “sano” ma in realtà bruciava l’autostima, le capacità e l’indipendenza di quello che si riteneva “malato”. Triste, triste, triste."

Capelli color del grano, neri come la pece o rosso sangue. Occhi verdi in cui si specchiano le acque di mari lontani o azzurri come cieli esotici. Combinazioni differenti che creano persone differenti. Solo una cosa le accomuna. Sono donne.
Una sinfonia nera, come l’animo dei carnefici e delle vittime che si trasformano in criminali. Una sinfonia in quattro tempi, perché quattro sono le storie, ognuna con il suo ritmo, con la sua velocità. Una escalation di avvenimenti che ruotano attorno a un unico concetto.
Femminicidio. Una parola che sembra quasi essere di moda. Un vocabolo sulla bocca di tutti. Omicidi che non si limitano all’uccisione del corpo, ma, più spesso, puntano all’anima. La distruggono, la fanno a pezzi, la rendono schiava. Schiava che a volte tace, altre volte si ribella. E uccide prima di essere uccisa.
“Sinfonia nera in quattro tempi” è un libro di Tiziana Viganò diviso in quattro tempi, quattro storie che nascondono, dietro la parvenza di racconti gialli, argomenti profondamente attuali.
Storie che portano in sé la realtà di notizie, ormai, divenute quotidiane. Storie coraggiose e rassegnate. Casi di violenza raccontati con la semplicità che disarma e l’acutezza di indagini che scavano nel profondo di menti turbate e spiriti affranti.
Personaggi creati per accompagnare in storie vicine, più vicine di quanto vorremmo ammettere. Così vicine da lasciare senza fiato, mentre si riflette sul loro significato; così vere da dare una scossa, ridestare coscienze sopite dinanzi a un problema, uno tra i tanti, che non può e non deve essere sottovalutato. Non più.

"Ripensava ai suoi sogni di ragazza, alla sua ingenuità, alla solarità che facevano di lei una persona carica di ottimismo e di positività che coinvolgeva gli altri vicino a lei: ora si trascinava senza più vedere il futuro, senza illusioni, solo con questa travolgente rabbia mitologica che le faceva così paura".

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SINOSSI

Un romanzo giallo con quattro indagini del maresciallo Rusconi, ambientate tra Legnano e Milano, basate su storie di donne vittime o carnefici, simbolo di una realtà attuale, quando la violenza psicologica può sfociare nell’esasperazione e nella follia con conseguenze estreme. In un crescendo drammatico, dalle oscure passioni della prima indagine si passa alla seconda, centrata su un personaggio femminile che si agita in una gabbia dorata, tra i giochi di potere di una relazione disturbata. Un’altra vicenda complessa metterà il maresciallo di fronte alle mille sfumature della psicologia femminile; in ultimo, una catena di efferati delitti scuoterà la provincia lombarda, rivelando retroscena d’amore e morte. Attraversando queste esperienze, anche la vita del maresciallo subirà un’evoluzione verso una maturità più consapevole.