venerdì 9 dicembre 2016

“La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo”: racconto di Luigi Cerrato per Il Vizio di scrivere

Biblioteca di Rescaldina 13 novembre 2016: sull'argomento "La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!" Luigi Cerrato con il suo umorismo ci fa sorridere un po'!

Caro Diario,
oggi poteva essere una bella giornata, le premesse c’erano tutte: ieri sera sono andato a letto presto senza aver ne bevuto e mangiato troppo, sono riuscito a dormire decentemente e stamattina, al risveglio, ero sereno e quasi su di giri. Sai, oggi c’era l’incontro con il gruppo “Il vizio di scrivere” e, oltre ad essere contento di rivedere i miei compagni, avevo la testa piena di idee e di spunti.


Come ben sai Cario Diario, ho passato gli ultimi mesi a leggere libri di gente che sa come si scrive, che è capace di raccontare le storie e le emozioni della vita e avevo creato un sacco di mini storie, insomma ero preparatissimo e pronto a spaccare!
Inoltre oggi a differenza dei precedenti incontri c’era una ridondanza di temi tra cui scegliere e quindi dai, come potevo non essere certo di sorteggiare un titolo come “pura vita”, “l’imperfetta meraviglia”, o un più banale, ma sempre efficace “la notte appena trascorsa” o un evergreen come “il tuo bacio è come un rock”.


Ma, mio caro amico Diario, oggi poteva essere una giornata perfetta ed invece…
Guarda la data lì in alto a destra, la vedi? Si oggi è il 13! E per di più di Novembre!
E lo sai che io nato il giorno 17 con questo fottutissimo 13 non ho un bel rapporto, e quindi…

Tralasciando il fatto che il tema da me estratto si intitolava “la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo” e quindi addio a prose alla Andrea de Carlo o alla Enrico Brizzi, e ignoriamo che mentre stavo scrivendo la penna mi ha abbandonato e sono stato costretto pur di non usare il PC ad adoperare un odioso tratto pen che mi ha sporcato foglio e mano. Alla fine può capitare, ma mica potevo cavarmela con così poco, figurati!

La caldaia del condominio si è bloccata stanotte e la doccia l’ho dovuta fare con l’acqua del polo nord, le calze erano tutte spaiate e per trovare la coppia ho dovuto improvvisarmi Giorgio Mastrota nel “Gioco delle coppie” (vabbè questa non è sfiga ma è disordine, lo ammetto, però dai ammetterai anche tu che è abbastanza scocciante come cosa), inoltre la macchina non è partita e sono dovuto andare in biblioteca a piedi (ok, d’accordo, fare una passeggiata fa bene, ma vuoi mettere la noia del cielo bigio e la scomodità del freddo?).
Ma come se non fosse già abbastanza per poter scrivere il mio dannato racconto come potevo non ripensare a tutte le disavventure che mi sono successe il giorno 13?

Ti ricordi quando in quarta superiore all’interrogazione di matematica mi offrii volontario spavaldo del fatto di poter scegliere l’argomento a piacere? Invece la prof. Bonfanti decise che “no Cerrato, non puoi scegliere l’argomento a piacere ma mi parlerai, e in dettaglio, dei limiti notevoli”, ed io l’unico limite notevole che conoscevo era la mia ignoranza sull’argomento. Un bel due non me lo tolse nessuno e mi costò il debito formativo e l’estate passata a studiare!
O ancora quando qualche anno dopo, quando la mia ragazza di allora, Alessandra, decise che finalmente era arrivato il grande giorno e potevamo appartarci in campagna.
Sai com’è finita vero? Sfoglia le pagine se non ti viene in mente… era il 13 di Aprile, faceva già caldo, la campagna di Viboldone era tranquilla buia e deserta (era Pasquetta e la gente affollava le autostrade, mica le frazioni di San Giuliano Milanese). Ad un tratto il buio fi squarciato da una luce gialla ed una blu. No, non erano gli UFO ma i carabinieri e Alessandra non mi aveva mai detto di avere uno zio maresciallo, bel modo di presentarmelo non trovi?
E la scorsa estate all’Acquatica di Milano? Che bello, sole caldo piscina e scivoli. Ma chi beccò l’unico e sottolineo l’unico gommone bucato? E chi si trovo a farsi metà scivolo a strisciare lentamente verso la vasca tra le risate della gente? Si, hai indovinato! Ero io!

Ovviamente leggendo il racconto ad alta voce non è venuta fuori una meravigliosa, si fa per dire, gaffè? Uno dei partecipanti difatti è di San Giuliano (ma quanto cazzo è piccolo il mondo?) e manco a farlo a posta, è l’attuale marito di Alessandra (beh c’era una possibilità su 65 milioni di beccarlo, quasi come al superenalotto), ti assicuro che non è bastato un sorriso a fargli passare l’incazzatura!!!

Ah a proposito di lotterie, uscendo dalla biblioteca avevo acquistato un biglietto della lotteria e sai qual è la matricola? AD 131313, l’ho già buttato in pattumiera, vedrai che sarà quello da 5 milioni di euro!

Vabbè caro Diario, oggi poteva essere una giornata, non dico meravigliosa, ma piacevole e invece grazie allo stramaledetto giorno 13 è stata una giornataccia ed io te la sto raccontando con in testa una torcia da escursionista perché oltre alla caldaia rotta è andata via anche corrente e quindi niente filmetto in poltrona per rilassarsi un po’.

Ma domani è un altro giorno e forse andrà meglio oppure no, perché la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!