sabato 3 giugno 2017

Mauro Montalto “Appunti di viaggio”. Recensione di Tiziana Viganò

recensione di Tiziana Viganò
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Le parole sono la traduzione materica dei contenuti dell’anima: volano nell’aria o si fermano scritte, esprimono emozioni e sentimenti, dolore ed angoscia, felicità o disperazione…e molto molto altro.
Guai a non far emergere questi contenuti, Shakespeare, da grande poeta ci dice
«Dà voce alla sofferenza. Il dolore che non parla imprigiona il cuore agitato e lo fa schiantare»

Proprio come Mauro Montalto, che si è trovato ad affrontare uno dei più spaventosi momenti di dolore che possano capitare a un essere umano, più doloroso perché viscerale, intimo, di carne, oltre che di anima.
E’ riuscito a trasdurlo fuori di sé, nel senso di portare una forma di energia in un’altra, a guardarlo dall’esterno, nelle sue mille e mille sfaccettature, proiettandolo su uno schermo che gli ha fatto comporre e scomporre i dettagli della sua anima: contemporaneamente li ha comunicati a chi vuole accogliere le sue riflessioni, i suoi lamenti, le sue grida, riflettendoli a sua volta verso altri specchi.


Se i versi scorrono liberi, molto spesso si richiudono in rime. Esigenza forse di ingabbiare per un attimo in uno schema razionale questo schiumoso emergere di emozioni forti che potrebbero sommergerlo. La scrittura è catarsi, fa pensare e non pensare, nel contrasto e nella contraddizione sopravvive, e può resistere ancora.Percorso non facile quello del poeta: fronteggiare l’emersione dell’inconscio e portarla su altri piani, dove il lutto elaborato, manipolato e poi plasmato diventi altro senza perdere se stesso, lasciando comunque alla coscienza e ai contenuti più profondi la possibilità di vivere ancora, nonostante ciò che è avvenuto.

I temi del rimpianto e della nostalgia, frustrazione disperazione amarezza lucida freddezza, fino alla disperazione difficilmente narrabile di vivere con la morte in agguato, sempre presente: se il poeta vede il mondo che lentamente muore, vede anche che solo l'amore può salvarlo e donargli, sempre un passo alla volta, la speranza di un nuovo giorno, mentre la Natura silenziosa assiste o partecipa in onde lente e sempre più larghe, sfumando o poi intensificando il dolore. Eppure proprio in questo andare e tornare c’è l’inizio della guarigione che sottilmente sfiora le pagine del libro, ci sono gli spiragli di luce che forano le oscurità, piano piano, come nebbia che si dirada, perché senza amore come senza sole non si può stare.

Quasi tutti nella vita siamo stati di fronte a situazioni di separazione, perdita e lutto e nei pur diversi ambiti e livelli abbiamo rischiato di schiantarci.....

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Mauro Montalto, è nato a Roma nel luglio del 1959; si trasferisce a Pavia e lì termina gli studi.

Conduce un intensa attività  teatrale, entra a far parte del Laboratorio Teatrale del Teatro Fraschini di Pavia, dove recita per tre anni  sotto la guida di Ida Marinelli  al Teatro dell'Elfo di Milano e  con Angela Amalfitano, attrice e regista del DAMS di Bologna. In seguito interrompe l'attività di attore e comincia a scrivere poesie. Nel 2016 pubblica una raccolta dal titolo “Appunti di viaggio” edita da Aletti Editore.


Mauro Montalto, “Appunti di viaggio”
Genere: Poesia
Pagine: 64
anno: 2016
Editore: Aletti
Prezzo: 12,00
ISBN 978-88-591-2820-5
link all’acquisto: http://www.alettieditore.it/



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