martedì 4 dicembre 2018

"La giostra dei criceti" di Antonio Manzini. Recensione di Tiziana Viganò


prova d'autore, un grand guignol in salsa romana per un Manzini del 2007, ironico,  sarcastico e "cattivo"

Recensione di Tiziana Viganò

Un grand guignol in salsa romana, bande di criminali da strapazzo che si scontrano e si uccidono tra loro, un piano diabolico ordito dai più alti funzionari dello Stato e dell’INPS per eliminare tutti i vecchietti “inutili” con l’eutanasia e far risparmiare miliardi ai cittadini, un ragazzotto di quarant’anni maldestro e balordo, ma incazzato al punto giusto da fare il gran salto della sua vita e sistemarsi per sempre.
Come criceti che corrono nella ruota come impazziti senza neppur sapere dove andare e quando smettere.

Il Manzini “grande”, di cui ho letto l’opera omnia, non c’è ancora in questo suo primo romanzo del 2007. Ma è una prova d’autore che a tratti rivela che la mano dello scrittore sta allenandosi, e nel 2013, quando uscirà “Pista nera” con Rocco Schiavone riuscirà a coniugare la maestria di un grande narratore, capace di trascinare il lettore con la suspence e l’intreccio giallo, alla capacità di creare personaggi che balzano vivi dalle pagine del libro, con una caratterizzazione psicologica profonda e appassionata, con quel sarcasmo, pessimismo, finta rassegnazione (o ribellione) che commuovono e divertono allo stesso tempo.
Il tutto abilmente sorretto da una scrittura eccellente che gioca con le parole e le usa per colpire l’attenzione e il cuore del lettore. 

Un maestro della letteratura gialla e non solo: per me un maestro a tutto tondo.

LA GIOSTRA DEI CRICETI di ANTONIO MANZINI